Puglia 2020: ‘o sole, ‘o mare, ‘o Covid (Parte 2)

Viaggia per il mondo con poco budget, viaggia differente!!

Puglia 2020: ‘o sole, ‘o mare, ‘o Covid (Parte 2)

Le Cesine

Avevamo letto sul web di questa riserva naturale protetta, oasi del WWF, di questo tratto di mare ancora incontaminato fiancheggiato dalla macchia mediterranea, tappa migratoria di molti uccelli acquatici…non potevamo perdercelo!

Saliamo in macchina alla buonora diretti verso Lecce e, più precisamente, a Le Cesine. Dopo aver sbagliato strada più volte, chiesto indicazioni a turisti evidentemente più spaesati di noi ed aver percorso un tratto di strada chiaramente chiuso al transito delle auto ci ritroviamo finalmente al parcheggio della riserva. Prendiamo ombrelloni, asciugamani, viveri e maschere per lo snorkeling e ci incamminiamo. Abbiamo cercato qualche cartello che ci indicasse l’ingresso per la spiaggia. Niente. Abbiamo cercato qualche persona a cui chiedere informazioni. Niente. Alla fine, ad intuito, ci siamo avviati verso un lungo viale asfaltato (ma chiuso al traffico e completamente deserto) circondato da boscaglia. Nel frattempo il sole si alzava sopra le nostre teste e il caldo iniziava a farsi sentire ma, dopo mezz’ora di cammino, dell’ingresso ancora nessuna traccia. Abbiamo iniziato ad innervosirci ma non abbiamo demorso. Finalmente dopo circa un’ora in totale di camminata (carichi come asini e sotto il sole di Agosto) arriviamo in spiaggia e lo spettacolo che ci si para davanti ci lascia senza parole.

Immondizia, immondizia ovunque. Flaconi di detersivo e altra plastica trasportata a riva dalle onde, copertoni di auto e camion, palloni, reti, tratti di sabbia sospettosamente troppo neri rispetto a quella circostante…Quella sembrava tutto tranne che una riserva del WWF! Molto delusi ci consoliamo dicendoci che magari il mare cristallino ci avrebbe fatto ricredere su quel posto. Ancora una volta ci sbagliavamo. L‘acqua era torbida e i pezzi di plastica certo non mancavano.

Le Cesine

Ancora più delusi andiamo a farci un camminata sul bagnasciuga sperando che magari, spostandoci un po’, la situazione sarebbe potuta migliorare. Ma quel posto aveva ancora una sorpresa in serbo per noi. Evidentemente quella spiaggia, essendo così isolata, è la meta preferita dai nudisti. Ben presto avvistiamo anziani signori (ma anche signore) “au naturel” e anche qualche giovane a farsi foto in stile Venere di Botticelli con il mare sullo sfondo.

Nel tardo pomeriggio siamo tornati a Brindisi per farci una doccia ed andare a cena fuori. Quella giornata doveva essere risollevata e quale miglior modo per farlo se non con del buon cibo ed una bella bottiglia di vino (ma anche due o tre)? E invece no, a cena abbiamo preso una fregatura ( vedere “Il tempio dei sapori” nella sezione “Dove mangiare e bere in Puglia”) e ci siamo innervositi ancora di più. Abbiamo provato a comprare un panino dagli zozzoni lungo il porto ma niente, la fila era interminabile e la nostra pazienza esaurita.

La serata si è risolta con una pasta aglio, olio e peperoncino a casa, due birre e qualche sigaretta e poi tutti a nanna.

Lecce

Il giorno successivo, 14 Agosto, abbiamo deciso di dedicarlo alla visita di una delle città più belle della Puglia: Lecce. Bella, candida, curata, barocca…ci ha davvero catturati! Tant’è che, nonostante il clima torrido, abbiamo camminato tutto il giorno sotto il sole tra i suoi meravigliosi monumenti e qualche vicolo inaspettatamente bello. Il tutto sotto la guida di un amico che abita lì e che ci ha gentilmente fatto da Cicerone. Tra le cose da non perdere è doveroso citare la Basilica di Santa Croce, il Duomo di Lecce e la Piazza del Duomo, Porta Napoli, l’anfiteatro romano, il Castello di Carlo IV, Piazza Sant’Oronzo e la sua colonna e il “Sedile”.

Inutile poi dire che noi di viaggiare insicuri consigliamo sempre, in queste città così ricche di storia e cultura, di vagare tra le vie senza una meta ben precisa perché spesso è così che si scoprono scorci, vicoli, monumenti che non vengono neanche menzionati nelle ricerche Google del tipo “cosa vedere a Lecce”.

Per concludere la giornata in bellezza, la sera siamo andati su una spiaggia vicino Lecce con qualche persona conosciuta durante il nostro soggiorno in Puglia. Armati di qualche asciugamano, una chitarre e parecchie bottiglie di birra abbiamo bevuto, cantato e ammirato le stelle cadenti fino a mattina. Ci tengo a precisare che in Puglia è tradizione festeggiare la notte tra il 14 e 15 rigorosamente accampati in spiaggia e per questo, a qualche metro da noi, c’era un folto gruppo di ragazzi molto ben attrezzati: tendoni in stile sagra di paese piantati nella sabbia, postazione dj e frigoriferi per gli alcolici. Inutile dire che in un altro periodo storico ci saremmo subito imbucati in quello che sembrava un piccolo rave party. Ma quest’anno no. Maledetto Covid.

Torre Guaceto

Essendo andati a letto tardissimo (o prestissimo, dipende dai punti di vista) il 15 Agosto ce lo siamo preso in totale relax. Abbiamo organizzato un pranzetto a casa e nel pomeriggio, con molta calma, ci siamo diretti verso Torre Guaceto (una spiaggia davvero caratteristica a circa 30 chilometri da Brindisi).

Questa Riserva Naturale Statale si caratterizza per le pareti di argilla rossa che si gettano a strapiombo su un piccolo tratto di spiaggia sabbiosa che a sua volta si immerge quasi subito in un mare limpido. Oltre alla ovvia bellezza del paesaggio, queste pareti verticali offrono anche un ottimo riparo sole (cosa da non sottovalutare in Puglia, ad Agosto). Infine è possibile notare che alcune di queste formazioni di argilla si ergono tra le onde del mare che, evidentemente, nel corso dei secoli, le hanno separato dal resto della scogliera e le hanno modellate in forme davvero particolari e suggestive.

Torre Guaceto

Polignano a Mare e Monopoli

Rinvigoriti dalla precedente giornata all’insegna del relax, il giorno successivo ci siamo messi in macchina diretti verso una delle città pugliesi più suggestive: Polignano a Mare. Questo comune si trova in provincia di Bari e la sua parte più antica si trova su una formazione rocciosa a strapiombo sul Mar Adriatico. Per il resto la cittadina è costituita da strette vie candide, fiancheggiate da svariati bar, ristoranti e negozi di souvenir ed adorne di numerosi vasi contenenti piante variopinte che creano un bellissimo contrasto con i circostanti edifici del caratteristico colore bianco. Perdendosi tra i vicoli non mancano certo chiese, edifici storici e le caratteristiche scale bianche decorate con diverse frasi (la maggior parte delle quali per me incomprensibili, visto che sono scritte in dialetto!).

Devo dire che, nonostante le raccomandazioni a mantenere le distanza interpersonale di sicurezza e non creare assembramenti, la città era un brulicare di persone. Se in un momento come questo le vie erano così affollate non oso immaginare come possano essere in anni…diciamo “meno sfigati”.

Successivamente ci siamo spostati nella vicina Monopoli. L’architettura della città ricorda molto quella di Polignano a Mare ma le sue vie e piazze sono più ampie e nel complesso risultano meno affollate. Tra i numerosi monumenti vi consigliamo di visitare la Cattedrale della Madonna della Madia, una grande chiesa costruita sui resti di un antico tempio romano; la cripta della cattedrale è visitabile e lì sono ancora conservati i resti del tempio pagano. Purtroppo noi non abbiamo potuto avere questo piacere a causa delle restrizione per la pandemia. Un vero peccato.

Meritano attenzione anche il Castello di Carlo V con le annesse mura di cinta, la vecchia Torre Civica, Piazza Vittorio Emanuele e l‘antico porto con la sua caratteristica porta d’ingresso.

 

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